Oggi Parliamo di… Consigli per il periodo post-operatorio


Quanto dura la convalescenza dell’intervento sull’alluce valgo?

La convalescenza di un intervento sull’avampiede è di circa 30-40 giorni.

Tale periodo, è bene precisarlo subito, è lo stesso sia in caso di correzione percutanea dell’alluce, sia in caso di intervento tradizionale.

Infatti, contrariamente a quanto i pazienti sono portati erroneamente a pensare, disorientati e malinformati da messaggi pubblicitari equivoci o peggio disonesti, i tempi di recupero sono sostanzialmente gli stessi!

Questo pechè per correggere le deformità bisogna comunque effettuare delle osteotomie ossee (fratture chirurgiche) che per consolidare necessitano di almeno quattro settimane.

Ciò non significa che il paziente debba stare a letto, in quanto già dal primo giorno può deambulare da solo con apposita calzatura post operatoria, senza bisogno delle stampelle, anche se solo per brevi tratti.

Quindi dal primo giorno sarete pressoché autosufficienti, potrete muoversi da soli per casa, andare in bagno, spostarsi dal divano alla camera da letto, etc..

Però la deambulazione dovrà essere limitata a pochi minuti: dovrete evitare di deambulare per troppo tempo e soprattutto di stare fermi in piedi o seduti col piede penzoloni.

Bisogna invece mantenere il piede il più possibile in posizione elevata, sopra il livello del cuore e col ginocchio semi-flesso per favorire lo scarico venoso, e muovere continuamente la caviglia e il piede sia in flesso-estensione sia con movimenti circolari.

Come detto non è obbligatorio restare a letto: si può stare seduti, ma sempre a piede sollevato e ginocchio flesso, mettendo la borsa del ghiaccio più volte al giorno per 20’ sul dorso del piede (almeno per i primi giorni).

Diciamo che si può stare in piedi per cinque-dieci minuti ogni ora, e questo per almeno un mese.

Ciò significa che almeno per il primo mese non è possibile stirare, badare ai nipotini, rassettare, andare in ufficio, poiché il piede tende a gonfiarsi.

Se dopo la prima settimana ce la si sente, si può anche uscire di casa, sempre per pochi minuti (insomma: a prendere un caffè al bar, non certo a fare la fila al supermercato!)

Bisogna fare insomma i conti con il gonfiore del piede, che dura generalmente almeno un mese, spesso anche per due o più, in rapporto a vari fattori: la complessità dell’intervento (uno o più segmenti ossei operati); le condizioni del vostro apparato circolatorio; ma più di tutto dal Vostro comportamento, che dovrà evitare le imprudenze descritte sopra.

Altra cosa importante da sapere è che, soprattutto in caso di tecnica percutanea, la correzione va poi mantenuta con bendaggi post-operatori, che vanno effettuati dal Vostro chirurgo nelle settimane successive all’intervento.

È necessario quindi che voi vi rechiate più volte a controllo nelle prime 4-6 settimane per il rinnovo dei bendaggi.

Comunque appena possibile (cioè alla prima o alla seconda medicazione) insegno ai pazienti come si fa il bendaggio, così possono farlo da soli a casa, senza dover tornare troppo spesso a controllo. In questo modo oltretutto, potendo rinnovare il bendaggio da soli, potrete anche lavare frequentemente il piede dopo 2-3 settimane.

Dopo un mese, se tutto va bene, si può rimettere una scarpa comoda, ad es. una scarpa da ginnastica, oppure un normale sandalo; infatti di solito l’osso a questo punto è abbastanza consolidato da reggere il carico completo; il problema che può impedire talvolta di mettere subito la calzatura normale è sempre il gonfiore (come detto sopra..).

Non è pertanto detto che si possano usare subito indifferentemente tutte le scarpe che avete nell’armadio, magari col tacco alto, per le quali ci possono volere anche 2 o 3 mesi.

Stesso discorso vale per la ripresa dell’attività sportiva: diciamo che per poter riprendere a fare delle lunghe caminate ci vogliono almeno 2 mesi; al terzo mese è possibile generalmente riprendere la palestra, l’attività sportiva e il ballo.

La riuscita dell’operazione dipende non solo dalla tecnica usata dal Vostro chirurgo, ma anche dalla Vostra condotta durante la convalescenza!

  1. Usciti dalla sala operatoria, non bisogna preoccuparsi se la fasciatura del piede si macchia di sangue: ciò è del tutto normale.
  2. Applicate la borsa del ghiaccio 5-6 volte al giorno per 20′ sul collo del piede (mai sulle dita) per i primi giorni.
  3. Iniziate la terapia antidolorifica alla prima comparsa del dolore, senza aspettare che aumenti: sarà più efficace. Praticate la profilassi antitrombotica sottocutanea ogni sera alla stessa ora.
  4. Misurate la temperatura corporea 3 volte al giorno, almeno per i primi giorni, segnalando al Chirurgo rialzi termici oltre i 38 gradi centigradi.
  5. Dopo l’intervento il piede tende sempre a gonfiarsi per almeno un mese, a volte anche per due o più; ciò dipende dall’intervento, ma anche dalle condizioni del vostro apparato circolatorio, e più di tutto dal Vostro comportamento. Perciò dovrete evitare di deambulare per troppo tempo e soprattutto di stare fermi in piedi o seduti col piede penzoloni. Bisogna invece mantenere il piede il più possibile in posizione elevata, per favorire lo scarico venoso, e muovere continuamente la caviglia e il piede sia in flesso-estensione sia con movimenti circolari. Tornati a casa dovrete mettere a riposo l’arto operato, con piede sollevato sopra il livello del cuore e ginocchio flesso. Non è obbligatorio restare a letto: si può stare su una poltrona (sempre a piede sollevato e ginocchio flesso) e fare piccoli spostamenti, ovviamente con la calzatura post-operatoria.
  6. Userete una calzatura post-operatoria che vi consentirà il carico sul piede operato. Dovrete usarla come una scarpa normale evitando assolutamente di deambulare sul tallone, sul bordo esterno del piede o ancora con l’alluce tirato in alto per paura, onde evitare l’insorgenza di posture innaturali difficili poi da abbandonare. Il ginocchio del lato operato va normalmente piegato durante la fase di oscillazione del passo e non tenuto dritto! Appena possibile, camminate senza bastoni canadesi: la deambulazione sarà più naturale.
  7. Nel caso di correzione dell’alluce valgo, se il Chirurgo lo prescrive, bisogna cominciare da subito a mobilizzare il dito in flesso-estensione, sia attivamente sia passivamente (muovendo con la mano la prima falange dell’alluce e non la seconda!) onde impedire che l’articolazione si irrigidisca. Infatti le osteotomie usate, essendo intraarticolari, possono causare una perdita di articolarità: ciò può essere impedito o almeno limitato dal Paziente stesso, mobilizzando precocemente l’alluce, vincendo la paura del dolore. Stessa cosa vale per le dita esterne operate, se il Chirurgo lo prescrive.
  8. Infine, non fumate o fumate il meno possibile: il fumo riduce significativamente l’afflusso di sangue ai tessuti, e può ostacolare la guarigione delle incisioni chirurgiche e delle osteotomie ossee!

STRUTTURE NELLE QUALI VISITO:
– Parma – Studio Medico – Viale Mentana, 45 – tel. 324.6648080
– Latina – Fisiosanisport – Via Priverno, 4 – tel. (+39) 0773621612 – (+39) 0773621624

STRUTTURE NELLE QUALI OPERO:
– Parma –
Casa di Cura “Città di Parma”
– Modena –
Casa di Cura “Fogliani”
– Roma –
Clinica “Parioli”

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